Cosa sono i codici tributi?

codici tributi sono i codici identificativi delle voci dei giustificativi dei documenti di reddito. Ad ogni imposta, tassa, sanzione, multa o introito corrisponde uno specifico codice, che può variare in base alla rotazione di pagamento, all’anno corrente, al mese. L’Agenzia delle Entrate è provvista di un database, in cui sono schedati ed archiviati tutti i codici tributo in uso.

I codici tributi: cosa sono?

I codici tributo sono dei codici alfanumerici, che si utilizzano per identificare e diversificare le diverse voci che compaiono sui documenti di reddito. Ogni tipologia di uscita o di entrata deve essere necessariamente giustificata. Per farlo, anziché scrivere per esteso la causale, si utilizzano i codici.

L’erogazione, l’assegnazione e la gestione dei codici tributo è di competenza dell’Agenzia delle Entrate, che possiede un database dedicato alla conservazione, con relativa spiegazione esplicativa, di tutti i codici tributi utilizzabili. Si parla di un numero elevatissimo di codici, uno per ogni singolo possibile movimento reddituale, come il codice tributo 3958.

Come leggere e comprendere i codici tributi?

Se si deve compilare il proprio modello F23 o F24, o la propria dichiarazione dei redditi, ad esempio l’Unico, probabilmente si conosceranno già a memoria i codici relativi ai propri movimenti di denaro, distribuiti in tasse, imposte ed eventuali profitti.

Il problema si pone quando, durante l’anno, qualcosa cambia nella regolarità e nella costanza delle proprie attività e, di conseguenza, bisognerà dichiarare nuove imposte, o nuovi sgravi fiscali. In quel caso è caldamente consigliato rivolgersi ad un Dottore Commercialista, in grado di districarsi nel labirinto dei codici.

Lo scorretto inserimento del codice tributo su una dichiarazione di reddito ufficiale, infatti, potrebbe far incorrere in multe o sanzioni, venendo considerato come evasione, dichiarazione falsa o scorretta. Se non si è sicuri di saper compilare adeguatamente la documentazione, con tanto di codici tributi esattamente collocati, meglio rivolgersi ad un esperto per farsi aiutare.

Qualche esempio di codici tributi

Gli esempi più comuni di voci reddituali con corrispondente codice tributo sono quelli relativi alle imposte pagate, genericamente, da tutti. Le più conosciute sono, ad esempio:

  •  Irpef
  •  Imu
  • Irap

Ognuna di queste imposte ha un suo soggettivo codice tributo, la cui logica di creazione è diversa da quella di un altro. Ecco perché è praticamente impossibile risalire ai codici specifici, se non li si conosce o se non si ha a disposizione un archivio, o elenco, da consultare.

Un esempio pratico si può farlo sull’Irpef. Sull’ Imposta sulle Persone Fisiche i codici tributi sono molto diversi tra loro, in base alla specifica e circoscritta situazione:

  • il primo acconto viene identificato col codice tributo 4033
  • il secondo acconto viene identificato col codice tributo 4034
  •  il saldo viene identificato col codice tributo 4001
  • eventuali sanzioni, more, o cifre addebitate per scorrettezze rilevate vengono giustificate col codice tributo 8901

Un discorso a parte sull’Iva

L’Imposta sul Valore Aggiunto è, da sempre, un argomento particolarmente spinoso, complicato e di difficile comprensione. I pagamenti dell’Iva possono essere fatti in diversi modi e ratificati con logistiche diverse, in base all’attività del proprietario di Partita Iva, al suo modello per dichiarare i redditi ed alla scelta personale, di comodità e praticità.

L’Iva può essere pagata annualmente, trimestralmente o mensilmente. Per ognuna di queste opzioni esistono codici tributi specifici, con dei sotto-codici dedicati a chi effettua il pagamento ogni mese:

  •  il codice 6034 si usa per chi paga l’Iva da settembre a dicembre in unica rata
  •  il codice 6031 si usa per chi paga l’Iva ogni tre mesi con il primo pagamento entro marzo
  •  il codice 6001 per chi paga l’Iva a gennaio, che diventa 6002 per il pagamento di febbraio, 6003 per quello di marzo e così via

I codici tributi sono fissi o cambiano?

I codici tributo, su decisione dell’Agenzia delle Entrate e degli organi politici competenti in politiche economiche, possono cambiare, modificarsi, essere annulati oppure se ne possono creare ed aggiungere di nuovi.

L’aggiornamento dei codici tributi avviene, solitamente, nel periodo antistante l’inizio del tempo utile per fare la dichiarazione dei redditi, e rientra, spesso, nelle decisioni discusse durante le manovre finanziarie politico-economiche.

Essere aggiornati, costantemente, su tutti i codici non è possibile. Se si hanno dubbi durante la compilazione dei propri modelli reddituali ci si può rivolgere ad un commercialista, ad un ragioniere abilitato, ai sindacati o ai CAAF, che danno assistenza anche per queste cose.

Credits: https://www.anee.it/fisco-e-leggi/codici-tributi/

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *